Ci sono luoghi in cui il tempo sembra avere un ritmo diverso. Quello delle stagioni, della terra che germoglia, delle mani che raccolgono, dei profumi che raccontano una storia. È proprio in questo paesaggio, tra ulivi, biodiversità e antiche tradizioni contadine, che ha preso vita “Respiri, Radici e Ricette”, un’esperienza capace di intrecciare benessere, natura e cultura gastronomica cilentana in un unico percorso immersivo.

Nato nell’ambito del progetto Velinia Hub e ideato da Ristolab, ristorante-laboratorio e startup innovativa premiata nel 2024 con il Life Climate Smart Chefs Award della Fondazione Barilla e di ALMA – Scuola di Cucina come miglior ristorante sostenibile, il percorso ha rappresentato un esempio concreto di turismo esperienziale e formativo legato al territorio.

Un viaggio che ha accompagnato i partecipanti alla riscoperta del legame profondo tra corpo, ambiente e alimentazione, attraverso pratiche di yoga, attività nell’orto biologico e laboratori di cucina cilentana sostenibile.

Un’esperienza nata per riconnettersi alla terra

“Respiri, Radici e Ricette” è stato un invito a rallentare e ad ascoltare. Ascoltare il proprio respiro, i ritmi della natura, i racconti custoditi dalla terra e quei saperi antichi che ancora oggi rappresentano una risorsa preziosa per il futuro.

Attraverso un percorso fatto di otto incontri immersivi, i partecipanti hanno vissuto un’esperienza completa e coinvolgente, dove ogni momento era parte di un racconto più grande; dal movimento consapevole alla raccolta degli ingredienti, dalla conoscenza delle piante alla preparazione condivisa del cibo.

Sofia e Amabile: due sguardi complementari sul territorio

A guidare questa esperienza sono stati Sofia Cavalleri e Amabile Cortiglia, co-fondatori di Ristolab, che hanno saputo unire competenze, passioni e visioni in un progetto capace di raccontare il Cilento attraverso i suoi elementi più autentici.

Sofia Cavalleri, etnobotanica e insegnante certificata RYT Yoga Alliance, ha accompagnato i partecipanti nelle pratiche di yoga, respirazione e rilassamento, favorendo una maggiore consapevolezza del corpo e della relazione con l’ambiente circostante. La sua conoscenza delle piante spontanee e della biodiversità locale ha permesso inoltre di riscoprire il valore del patrimonio vegetale cilentano e il legame tra natura e alimentazione.

Amabile Cortiglia, chef e promotore di pratiche agricole sostenibili, ha guidato invece il percorso tra orto e cucina, mostrando come la tradizione gastronomica possa incontrare l’innovazione attraverso la stagionalità, la valorizzazione delle materie prime locali e la riduzione degli sprechi.

L’orto: il cuore pulsante dell’esperienza

Uno dei momenti più significativi del percorso è stato l’incontro con l’orto biologico, uno spazio dove la sostenibilità è diventata gesto quotidiano, fatto di cura, pazienza e attenzione.

Qui i partecipanti hanno avuto anche il piacere di conoscere il padre di Amabile, una presenza preziosa che ha arricchito l’esperienza con il racconto e la testimonianza di chi la terra la vive ogni giorno.

Con passione e dedizione, si prende cura dell’orto seguendo i suoi ritmi naturali, custodendo quei gesti semplici e profondi che appartengono alla cultura contadina: seminare, aspettare, osservare e raccogliere.

La sua presenza ha dato al progetto un valore ancora più autentico, perché ha portato dentro il percorso non solo competenze agricole, ma anche una storia familiare fatta di rispetto per la terra e amore per il territorio.

Dall’orto alla tavola: la cucina come racconto del Cilento

Dopo la raccolta, gli ingredienti sono diventati protagonisti dei laboratori di cucina sostenibile, dove i partecipanti hanno potuto sperimentare ricette della tradizione cilentana attraverso un approccio consapevole e rispettoso delle risorse.

Ogni preparazione è diventata un’occasione per comprendere il valore della stagionalità, della cucina a chilometro zero e della riduzione degli sprechi. Il cibo non è stato soltanto il risultato finale del percorso, ma il punto d’incontro tra natura, cultura e comunità.

La degustazione condivisa ha concluso ogni appuntamento trasformando la tavola in uno spazio di relazione, dialogo e scambio.

Un’esperienza che continua a vivere nelle persone

Con la conclusione di “Respiri, Radici e Ricette”, resta il valore di un’esperienza che ha saputo creare connessioni profonde tra persone e territorio, tra passato e futuro, tra conoscenza e pratica.

Il progetto ha raccontato un Cilento autentico, fatto di biodiversità, tradizioni e comunità, dimostrando che la sostenibilità non è soltanto un obiettivo da raggiungere, ma un modo di vivere e di prendersi cura di ciò che ci circonda.

Un viaggio iniziato con un respiro e passato attraverso le radici della terra, fino ad arrivare alla tavola. Un’esperienza che ha lasciato ricordi, consapevolezza e nuove prospettive.